Dal 6 all’8 marzo 2026 si è tenuto l’incontro “Giovani in dialogo: la fraternità come legame di pace”, organizzato dal Dicastero per il Dialogo Interreligioso, in collaborazione con il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. L’evento fa parte del percorso di preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù 2027, che si terrà in Corea del Sud.
L’incontro si è svolto a Torino, Italia, presso l’Arsenale della Pace, uno spazio originariamente creato a scopi militari che, dal 1983, è diventato un centro dedicato alla solidarietà, come l’accoglienza di persone senza dimora, al dialogo interreligioso e alla convivenza tra i popoli.
L’evento è stato aperto dal Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, e da Rosanna Tabasso, Presidente del Sermig (Servizio Missionario Giovani). Erano inoltre presenti il Cardinale George Jacob, Prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, il Segretario del medesimo Dicastero, Monsignor Indunil Kodithuwakku, nonché Gleison de Paula Souza Segretario per i Laici, la Famiglia e la Vita.
La Comunità Cattolica Shalom era rappresentata da Padre Luiz Augusto e Larissa Jansen, della missione di Lugano (Svizzera), e da Simone Ciliberti, della missione di Roma (Italia). Tra i partecipanti vi erano anche rappresentanti di diverse tradizioni religiose, tra cui buddisti, musulmani e ebrei, oltre a giovani provenienti da diversi Paesi, come Germania, Francia, Spagna e Italia.
Durante l’incontro, i partecipanti hanno preso parte a momenti di discussione di gruppo su temi come fraternità universale, carità politica, cura della casa comune e la costruzione di una pace “disarmante”. Il programma ha previsto anche la testimonianza del Cardinale Américo Manuel Alves Aguiar, Vescovo di Setúbal (Portogallo) e organizzatore della Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona 2023.
Per Padre Luiz Augusto, l’incontro è stata un’opportunità per vivere la comunione con la Chiesa e partecipare alle riflessioni proposte per il mondo contemporaneo:
“Noi, come carisma di pace, dobbiamo essere inseriti nei dibattiti sulla costruzione della pace attraverso il dialogo e la fraternità. È inoltre importante riconoscere nel cuore dell’uomo la stessa sete di Dio presente nelle diverse religioni.”
Ha sottolineato anche l’importanza di questo tema, in particolare per le missioni Shalom fuori dal Brasile:
“È particolarmente importante per le missioni della Comunità presenti all’estero, dove vi è un contatto costante con questa realtà. Come coordinatore della Pastorale Universitaria a Lugano, ad esempio, lavoro con oltre cinquemila studenti provenienti da più di cento Paesi, rappresentati nella loro diversità culturale e religiosa.”
Nei due giorni dell’evento, i partecipanti hanno riflettuto su come promuovere il dialogo interreligioso e sugli ostacoli interni ed esterni che possono ostacolare la fraternità tra i popoli. Sono state condivise anche esperienze pratiche e iniziative concrete di dialogo interreligioso. L’incontro si è svolto in un clima di ascolto, fraternità e apertura al confronto, riaffermando l’impegno comune delle diverse religioni nella costruzione della pace.


