Formazione

Vedere e Credere: La guarigione del cieco nato (Giovanni 9,1–41)

La liturgia ci invita a esultare di gioia perché la Pasqua è vicina, presentandoci il grande segno della guarigione del cieco nato (Giovanni 9,1–41).

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In questa quarta domenica di Quaresima celebriamo la Domenica Laetare, o Domenica della Gioia. La liturgia ci invita a esultare di gioia perché la Pasqua è vicina, presentandoci il grande segno della guarigione del cieco nato (Giovanni 9,1–41). Gesù si rivela come la luce del mondo che dissipa le tenebre e ci invita a passare dalla cecità fisica e spirituale alla pienezza della fede.

Per aiutarvi a pregare con questo Vangelo, presentiamo qui sotto i cinque punti che abbiamo meditato nel podcast (https://www.youtube.com/watch?v=RwZvIwjlR18), che potete guardare per approfondire la vostra riflessione.

  1. «Chi ha peccato?»

Davanti al cieco nato, i discepoli chiedono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» (Giovanni 9,2). Questa domanda riflette la tendenza umana a cercare un colpevole per le malattie e gli eventi dolorosi della vita. Gesù corregge questa visione secondo cui «Dio punisce», mostrando che il male non deve essere considerato come una punizione diretta per peccati personali o dei nostri antenati. Non dobbiamo cercare «capri espiatori» nelle nostre prove o nei nostri incidenti, riconoscendo che Dio può trarre un bene più grande anche dalle situazioni più difficili. Certamente, alcuni peccati possono causare malattie fisiche, così come il Sacramento della Confessione è occasione non solo di guarigione spirituale, ma anche di guarigione fisica.

  1. Le opere del Padre

Gesù afferma che la cecità di quell’uomo servì affinché si manifestassero in lui le «opere di Dio» (Giovanni 9,3). L’opera per eccellenza del Padre è Gesù stesso, l’Inviato (cfr. Giovanni 3,17; 6,38; 10,36). Molte volte corriamo il rischio di seguire il Signore solo per ciò che fa — miracoli e grazie — invece di seguirlo per ciò che Egli è. Meditare su questo punto significa domandarsi se il centro della nostra preghiera è Cristo stesso o soltanto i sentimenti e i benefici che ci aspettiamo da Lui.

  1. Gli atteggiamenti del guarito

Quando viene istruito da Gesù, il cieco mostra un’obbedienza immediata, andando a lavarsi nella piscina di Siloe (che significa: Inviato). Questo atteggiamento di docilità alla Parola permette il miracolo. Più tardi, interrogato dai farisei, mantiene un atteggiamento di onestà e coraggio, testimoniando ciò che ha vissuto senza lasciarsi intimidire dalla pressione delle autorità giudaiche. Il guarito ci insegna che la fede esige azione e fedeltà all’esperienza che abbiamo avuto con il Signore. E l’ultimo atteggiamento del guarito fu quello dell’adorazione quando riconobbe che Colui che lo aveva guarito era il Figlio dell’Uomo, un titolo divino.

  1. L’incontro e la domanda di Gesù

Dopo che il guarito fu espulso dalla comunità, Gesù gli va incontro e pone la domanda fondamentale: «Credi nel Figlio dell’Uomo?» (Giovanni 9,35). Questo secondo incontro mostra che il Signore non ci abbandona mai, specialmente quando siamo perseguitati a causa della verità. Gesù non guarisce solo gli occhi fisici; Egli cerca di guarire il cuore, conducendo l’uomo a un incontro personale con Lui che trasforma la sua visione del mondo e della propria vita.

  1. La risposta di fede: «Credo, Signore»

Il Vangelo culmina nell’autorivelazione di Gesù: «Tu lo hai visto; è colui che parla con te», e nella professione di fede dell’uomo: «Credo, Signore!» (Giovanni 9,37–38), accompagnata da un gesto di adorazione. Mentre i farisei, che vedevano fisicamente, rimangono ciechi a causa del loro orgoglio e della loro autosufficienza, colui che era cieco comincia a vedere la luce della verità. Questo «vedere e credere» dell’evangelista (qui e in altre occasioni come nell’apparizione a Tommaso) si rovescia: è attraverso la fede che cominciamo a vedere la realtà con gli occhi di Dio.

Passi della Lectio Divina

  1. Lettura (lectio): Leggete attentamente Giovanni 9,1–41. Notate la differenza tra la vista fisica che il cieco acquista e la vista spirituale che i farisei perdono nel corso del racconto. Rivedete gli atteggiamenti del guarito.
  2. Meditazione (meditatio): Ho cercato dei «colpevoli» per le mie sofferenze o ho permesso a Dio di manifestare in esse la Sua opera? Ho obbedito alle mozioni dello Spirito? Dove sento di essere ancora «cieco» e di aver bisogno che Gesù tocchi i miei occhi con la Sua grazia? Cerco i miracoli del Signore o il Signore che compie i miracoli?
  3. Preghiera (oratio): Pregate, per esempio, così: «Signore Gesù, Luce del mondo, guarisci la mia cecità spirituale. Concedimi la grazia di riconoscerti presente nella mia storia, specialmente nei momenti di incomprensione. Credo, Signore, ma aumenta la mia fede…» (continuate la vostra preghiera secondo l’ispirazione dello Spirito).
  4. Contemplazione (contemplatio): Contemplate l’immagine di Gesù che si china per toccare il cieco. Sentite la gioia della Domenica Laetare inondare la vostra anima nel riconoscere che la luce di Cristo è più forte di ogni tenebra.
  5. Azione (actio): In questa settimana di gioia, cercate di portare un raggio di luce a qualcuno che sta attraversando un momento di «oscurità» (solitudine, malattia o dubbio), testimoniando con semplicità l’azione di Dio nella vostra vita.

Alla prossima settimana!

Shalom!


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